Tipi di morena e la loro formazione: i depositi che raccontano la storia glaciale
Ogni ghiacciaio lascia dietro di sé una firma. Man mano che avanza, il ghiaccio erode la roccia sottostante e laterale, incorpora detriti dalle pareti e li trasporta verso il basso. Man mano che si ritira, deposita questi materiali in accumuli che conservano la forma e la posizione del ghiacciaio nel momento della deposizione. Questi depositi sono le morene — una delle forme più informativi del paesaggio montano e uno degli strumenti principali con cui i geomorfologi ricostruiscono la storia dei ghiacciai nei secoli e nei millenni passati.
La parola morena viene dall'antico dialetto savoiardo e significa mucchio di terra o detriti: era usata dagli abitanti delle vallate alpine prima ancora che la glaciologia moderna esistesse come disciplina, a indicare gli accumuli di rocce che si trovavano ai bordi e alla fronte dei ghiacciai. Il termine fu poi adottato dalla geologia scientifica nel XIX secolo con un significato più preciso.
Morena terminale e frontale
La morena terminale è il deposito di detriti che si accumula all'estremità inferiore di un ghiacciaio, nel punto di massima avanzata. Si forma quando la velocità di avanzata del ghiacciaio bilancia il tasso di ablazione al fronte: il ghiaccio porta continuamente materiale verso il basso, e il fronte si scioglie continuamente, depositando il materiale al suolo nello stesso punto. Se questa condizione persiste a lungo, si accumula un cordone di detriti che può raggiungere decine di metri di altezza e chilometri di lunghezza.
La morena terminale del ghiacciaio attuale (o recente) è spesso la più visibile: è stata depositata pochi decenni o secoli fa e non è ancora stata erosa o ricoperta dalla vegetazione. Davanti alla morena terminale si trova il terreno proglaciale — pianure di ghiaia, laghi glaciali e piani intrecciati che occupano lo spazio lasciato libero dal ritiro del ghiacciaio.
Morene terminali relitte segnano le posizioni di massima avanzata di ghiacciai storici che oggi non raggiungono più quelle quote. In tutta la regione alpina si trovano morene della Piccola Era Glaciale — il periodo di avanzata glaciale che raggiunse il suo massimo intorno al 1820-1850 — che delimitano fondovalle occupati oggi da pascoli o piccoli abitati. La morena terminale del Ghiacciaio del Miage, alle pendici del Monte Bianco italiano, è alta decine di metri e testimonia un'avanzata glaciale che nel XIX secolo minacciava i villaggi della Val Veny.
Morena laterale
Le morene laterali si formano ai margini di un ghiacciaio, dove il ghiaccio incontra le pareti della valle. Il ghiaccio erode il versante, i detriti cadono sulla superficie del ghiacciaio dal versante e vengono trasportati verso il basso, e i materiali che arrivano al fronte si depositano ai margini formando un cordone parallelo alla direzione del flusso.
Le morene laterali sono frequentemente le più spettacolari dal punto di vista morfologico: le meglio conservate possono raggiungere altezze di alcune centinaia di metri e fungono come muri di contenimento del ghiacciaio. La morena laterale del Ghiacciaio dell'Aletsch, visibile dalla cresta di Riederalp, è un esempio imponente: alta oltre cento metri e lunga diversi chilometri, custodisce una foresta di larici sul suo crinale che si è sviluppata dopo il ritiro del ghiacciaio nel XIX e XX secolo.
Con il ritiro del ghiacciaio, le morene laterali rimangono sospese a mezza costa, molto più in alto dell'attuale superficie glaciale. Questo dislivello, visibile su molti ghiacciai alpini come indicatore del ritiro avvenuto, è talvolta chiamato trimline — la linea di confine tra la superficie erosa dal ghiaccio e quella mai raggiunta dal ghiacciaio.
Morena mediana
Quando due ghiacciai si incontrano e confluiscono, le loro morene laterali interne si uniscono formando una morena mediana — un cordone di detriti che corre lungo la superficie del ghiacciaio unificato in posizione centrale. Le morene mediane sono visibili dall'alto come strie scure che percorrono la superficie bianca del ghiacciaio e permettono di tracciare visivamente l'origine dei diversi apporti tributari.
Il Gornergletscher vicino a Zermatt è uno degli esempi più fotografati di morene mediane multiple: la confluenza di diversi ghiacciai tributari crea un pattern di strie parallele che disegnano la struttura del flusso glaciale sulla superficie del ghiacciaio come un diagramma di flusso naturale.
Morena di fondo e till glaciale
La morena di fondo è il materiale che il ghiacciaio deposita direttamente sotto il proprio peso durante l'avanzata o il ritiro. A differenza delle morene laterali e terminali, che formano depositi ben organizzati e con una morfologia precisa, la morena di fondo produce strati compatti e mal classati di sedimento misto — argilla, sabbia, ghiaia e massi mescolati in proporzioni variabili — chiamato till.
Il till glaciale è facilmente riconoscibile per la sua eterometria (cioè la presenza di particelle di tutte le dimensioni mescolate indiscriminatamente) e per la forma subangolare dei ciottoli, che sono stati trasportati e parzialmente erosi dal ghiaccio senza la levigazione prodotta dall'acqua. I suoli sviluppati su till glaciale sono spesso fertili grazie alla presenza di minerali freschi rilasciati dall'erosione della roccia da parte del ghiaccio.
Morene come marcatori temporali
Per i glaciologi e i geomorfologi, le morene servono principalmente come marcatori della posizione dei ghiacciai nel passato. Datare una morena — cioè determinare quando fu depositata — permette di ricostruire le fluttuazioni del ghiacciaio nel corso dei secoli e dei millenni. Le tecniche di datazione includono la lichenometria (misurare il diametro dei licheni cresciuti sui massi depositati dalla morena, sapendo il tasso di crescita della specie locale), la datazione con radionuclidi cosmogenici come il berillio-10, e la dendrocronologia degli alberi cresciuti dopo il deposito.
Le morene della Piccola Era Glaciale, databili con tecniche dendrocronologiche perché i boschi si sono insediati immediatamente dopo il ritiro glaciale, forniscono punti di riferimento precisi per confrontare l'entità del ritiro avvenuto negli ultimi 150 anni con le fluttuazioni precedenti. In molti ghiacciai alpini, il ritiro dall'inizio del XX secolo ha già superato in entità quello avvenuto dalla fine della Piccola Era Glaciale ai massimi medievali.
Esplora i ghiacciai e i loro depositi morenali sulla mappa per individuare dove le morene sono più visibili e dove i paesaggi morenali preservano la storia millenaria del ghiaccio alpino.